So che probabilmente farò la figura del vacuo snob che bada solo all'apparenza. La cosa non mi disturba più di tanto perchè sono convinto sinceramente che l'apparenza valga molto. Ho sempre trovato molto ipocrita il concetto che l'essere e l'apparire siano due cose completamente staccate ed indipendenti: il nostro aspetto è un importante biglietto da visita che ci presenta alle persone con cui ci relazioniamo ed è quindi parte integrante dell'essere dell'individuo.
Oltretutto una certa, minima, cura della propria persona è prova di rispetto verso se stessi e verso gli altri.
Oggi guardando lo speciale di Studio Aperto sulla boutade di Silvione nostro a Vicenza (che spasso il duello con lo scarparo radical chic Della Valle, ndT) ho avuto la prova che spesso le persone non la pensano come me su questo punto. Piero Sansonetti è sicuramente uno di questi: non c'è altro modo di spiegare la serie di denti marroni scuriti da, immagino, lunghi anni di sigari e poche visite dal dentista.
E pensare che il suo editore Fausto Bertinotti ed il suo predecessore Sandro Curzi ci tengono così tanto alla loro aria da dandy...
