Solo nella notte, piove.
Piove sempre quando sono fuori da solo... sarà la legge di Murphy, sarà che odio portarmi dietro l'ombrello, sarà quel che cazzo ti pare ma piove.
e non può essere sempre un caso.
Sono fuori casa per un motivo e per lo stesso motivo piove.
Non ho sensi di colpa, in fin dei conti sono un professionista con un'etica... la mia regola dice di non ammazzare mai padri di famiglia, mai politicanti stupidi che inseguono futili ideali, mai personaggi scomodi ma innocui.
E' vero,...io ammazzo, ma ammazzo solo sporchi figli di puttana.
La settimana scorsa mi hanno pagato, pagato profumatamente, per ammazzare Franco (in un film americano si sarebbe chiamato Joe) : uno strozzino del cazzo, uno che ha messo in ginocchio tante famiglie finchè uno non ha preferito pagare me che lui. Hanno fatto bene, anche perchè io gli sono costato di meno che saldare il suo debito.
L'inconveniente è che vivo come un nomade, mi sposto veloce e furtivo con la mia Lancia blu scuro, i bagagli nel baule, le Marlboro rosse sempre sotto mano e l'accendisigari perennemente schiacchiato a scaldarsi.
Ma ancora due anni così e sono a posto. Lo dico sempre... ogni due anni... ancora due anni...
Questa volta è vero però.
Ancora due anni e mi ritiro dal Gioco: vado in un paesino di montagna, apro una piccola bottega di artigiano (amo scolpire il legno) e mi godo i frutti di una vita di sacrifici.
Spero.
Una goccia di pioggia in faccia mi riporta alla realtà, mi capita spesso di viaggiare con la fantasia... sono stanco ultimamente.
Vecchio e stanco.
Vecchio e stanco.
Lo vedo, il porco scende dalla macchina.
Il padre della bambina mi ha spiegato che il porco ha abusato di sua figlia. La bimba è scoppiata a piangere qunando le ho mostrato al sua foto.
Per me quello basta e avanza.
Altro che processo.
Il pianto della bambina è stato un verdetto insindacabile di colpevolezza.
Condanna a Morte.
Io sono il boia in questo caso... non mi sento in colpa per questo.
Il porco si precoocupa di non bagnarsi il giacchino scamosciato mentre scende dalla macchina, si ripara attentamente con l'ombrello vinto con i punti della benzina.
Il rumore della pioggia scrosciante copre quello dei miei passi.
Subito gli sono alle spalle, la lama del mio coltello riflette per un attimo la luce del lampione prima di sporcarsi.
Il porco emette un grido strozzato, non lo sente nessuno mentre tenta di urlare soffocato dal suo stesso sangue.
Muore lì, per strada. La pioggia laverà il suo sporco sangue dal marciapiede.
Pulisco la lama sui suoi pantaloni di marca e mi rimetto il coltello in tasca.
Salgo in macchina e mi dirigo verso il mio solito bar.
Un vodka-tonic è quello che ci vuole prima di andare a dormire staseraSolo nella notte, piove.
Piove sempre quando sono fuori da solo... sarà la legge di Murphy, sarà che odio portarmi dietro l'ombrello, sarà quel che cazzo ti pare ma piove.
e non può essere sempre un caso.
Sono fuori casa per un motivo e per lo stesso motivo piove.
Non ho sensi di colpa, in fin dei conti sono un professionista con un'etica... la mia regola dice di non ammazzare mai padri di famiglia, mai politicanti stupidi che inseguono futili ideali, mai personaggi scomodi ma innocui.
E' vero,...io ammazzo, ma ammazzo solo sporchi figli di puttana.
La settimana scorsa mi hanno pagato, pagato profumatamente, per ammazzare Franco (in un film americano si sarebbe chiamato Joe) : uno strozzino del cazzo, uno che ha messo in ginocchio tante famiglie finchè uno non ha preferito pagare me che lui. Hanno fatto bene, anche perchè io gli sono costato di meno che saldare il suo debito.
L'inconveniente è che vivo come un nomade, mi sposto veloce e furtivo con la mia Lancia blu scuro, i bagagli nel baule, le Marlboro rosse sempre sotto mano e l'accendisigari perennemente schiacchiato a scaldarsi.
Ma ancora due anni così e sono a posto. Lo dico sempre... ogni due anni... ancora due anni...
Questa volta è vero però.
Ancora due anni e mi ritiro dal Gioco: vado in un paesino di montagna, apro una piccola bottega di artigiano (amo scolpire il legno) e mi godo i frutti di una vita di sacrifici.
Spero.
Una goccia di pioggia in faccia mi riporta alla realtà, mi capita spesso di viaggiare con la fantasia... sono stanco ultimamente.
Vecchio e stanco.
Vecchio e stanco.
Lo vedo, il porco scende dalla macchina.
Il padre della bambina mi ha spiegato che il porco ha abusato di sua figlia. La bimba è scoppiata a piangere qunado le ho mostrato al sua foto.
Per me quello basta e avanza.
Altro che processo.
Il pianto della bambina è stato un verdetto insindacabile di colpevolezza.
Verdetto: Condanna a Morte.
Io sono il boia in questo caso... non mi sento in colpa per questo.
Il porco si precoocupa di non bagnarsi il giacchino scamosciato mentre scende dalla macchina, si ripara attentamente con l'ombrello vinto con i punti della benzina.
Il rumore della pioggia scrosciante copre quello dei miei passi.
Subito gli sono alle spalle, la lama del mio coltello riflette per un attimo la luce del lampione prima di sporcarsi.
Il porco emette un grido strozzato, non lo sente nessuno mentre tenta di urlare soffocato dal suo stesso sangue.
Muore lì, per strada. La pioggia laverà il suo sporco sangue dal marciapiede.
Pulisco la lama sui suoi pantaloni di marca e mi rimetto il coltello in tasca.
Salgo in macchina e mi dirigo verso il mio solito bar.
Un vodka-tonic è quello che ci vuole prima di andare a dormire stasera
