come al solito col passare del tempo i toni si smorzano e le persone cominciano a ragionare.una volta finita la battaglia si possono calare le carte in tavola e parlare chiaramente.
Michael Moore, che un po' di mesi fa sembrava (credeva di) essere l'unico depositario della Verità in Terra fa una flebile ma essenziale marcia indietro e dice che nel suo film Fahrenheit 9/11 quello espresso era solo un punto di vista, un'opinione. Nel suo film non c'erano fatti inconfutabili.
quello che voleva essere un film-documentario è quindi un film-propaganda uscito in piena campagna politica.
le cose cominciano ad essere chiamate col loro nome. alleluja.
(intervista in inglese)
