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31/01/2005
e se alla fine tutto si riconducesse a questo?
30/01/2005
ieri sera ubriacs. stasera ubriacs. a destra tutto bene, credo... domani spero di risparmiarmi....
28/01/2005
L’ho conosciuta a una festa, era una bella festa. Io ero in
smoking, lei in vestito lungo, caschetto biondo, aria sbarazzina e idee chiare.
Le cose che mi colpirono subito furono la sua voce ed il suo modo di fumare. La voce era calda, quasi roca, le parole erano sinuose e
forbite, il dialogo piacevole ed affascinante. Solo dopo molto tempo ho capito che quel modo di fumare era
il suo modo di fumare, che non era artefatto, costruito e studiato a tavolino.
Maneggiava la sigaretta con naturalezza, aspirava il fumo forte, a pieni
polmoni, tirando in dentro le guance e respirandolo . Solo allora lo soffiava
fuori con le labbra strette come quando si vuole spegnere una candela. Ogni
tiro era così, era lungo, gustato ed erotico. Io che odio il fumo,
che non ne sopporto l’odore e che considero la sigaretta qualcosa di
generalmente volgare mi perdevo a vederla fumare, mi affascinava. Siamo stati assieme un anno, un anno di litigi, di risate,
di bei momenti e di colpi bassi. Mammamia che colpi bassi. Ci siamo aizzati tra di noi e ci siamo fatti male. Non stavamo bene assieme, non eravamo compatibili. Le ho
voluto bene, non l’ho amata. È stata la persona che più mi ha fatto girare le palle al
mondo, la persona che è riuscita a rendermi cattivo, l’unica persona per cui ho
chiesto una sigaretta (“XY, hai una sigaretta?” “Eeeeh?? Tu? Tu vuoi una
sigaretta?” “Dai dammela e basta…”) e sono andato a fumare da solo in giardino.
Io che non fumo, che non ho mai fumato, che se faccio un tiro di Philip Morris
Extra Light (aria pura, mi dicono) tossisco per venti minuti. Quella volta l’ho fumata tutta, tranquillamente, se ne
avessi avuta un’altra avrei continuato.
27/01/2005
26/01/2005
Come promesso mi accingo a presentare la squadra dei
fulminati. Premetto subito che per presentare l’intera rosa a disposizione,
paragonabile per dimensioni alla rosa dell’Internazionale Football Club, avrò bisogno di un paio di puntate. Ordunque,
cominciamo:
- The Green Man:
altezza 185 cm circa, peso 40 kg, capelli rasati corti, faccia allampanata e
segnata, barba incolta, quaranta anni circa. Vestito esclusivamente di verde,
pantaloni verdi, maglia, maglietta, maglione, giacca, cappello, guanti,
quaderno, penna, valigetta, bicicletta, ombrello verdi. Tutti verdi diversi,
ovviamente. Calzino rigorosamente assente, non è uso all’utilizzo di scarpe ma
indossa esclusivamente stivali di gomma (verdi) col gambale tagliato a mo’ di
mocassino.
Segni particolari: rifugge l’acqua, soprattutto se mischiata
a sapone. Difficilmente sopportabile nella stagione invernale, assolutamente da
evitare in quella estiva. L’espressione più alta al mondo della puzza di
sudore, credetemi.
Leggende: si narra che stia studiando matematica ma che sia
a quota zero esami perché vuole fare tutti gli esami del corso di laurea nello
stesso giorno.
Attenzione: non provate a rivolgere la parola al vostro
vicino se in sala studio c’è anche lui: si spazientisce e ti fa segni strani,
nei casi più gravi si avvicina per farti il culo. Ed in quel caso devi anche
sorbirti il suo bestiale odore che gli rimane aggrappato ai vestiti.
Sudato.
- La Buona Vecchina:
alta, magra, seria, una scarpa diversa dall’altra ma entrambe col tacco alto.
Tenta di darsi sempre e comunque un tono. È una poveretta che deve aver subito
qualche shock, non si sa bene perché… Quando entra saluta “BUONGIOOORNOOOO!” e
si siede a leggere i giornali.
Attenzione: non agitarsi se in mezzo alla lettura le scappa
un “PUTTANA!”, è il suo momento irrinunciabile.
Innocua.
- L’Amico Friz:
anni trenta circa, iperagitato, iperattivo, sguardo vispo ed inquietante.
Studia non si sa bene cosa ma lo fa sicuramente da molto, molto tempo. Si agita
quando è seduto, se la giornata gli gira male si agita anche di più. Una
settimana fa lo avevo vicino a me: in trenta secondi ha aperto il libro quattro
volte e quattro volte lo ha richiuso, è scattato in piedi, mi è passato dietro,
è andato da una mia amica (che lui non conosceva), ha afferrato la scatola dei
TicTac di questa ragazza, l’ha aperta e solo allora ha chiesto: “Posso?” Lei,
basita: “Prego”. Avuto lo zuccherino si è un po’ calmato ed è tornato al posto.
Due ore dopo ho assistito a questo dialogo tra l’amico Friz
ed Giovanni (che era seduto davanti a lui)
- Friz: ehi… ma tu cosa studi?
- Gio: io? Economia
- Friz: ah, bene… allora
forse sai spiegarmi che cosa è la qualità nelle aziende sanitarie, che io non
ci capisco un cazzo!
- Gio: beh… nello specifico non lo so, ma la
qualità in generale è [bla bla bla]
Mentre Gio gli parlava lui annuiva e scopriva tante cose
nuove, era felice. Gio finisce di parlare, Friz lo ringrazia, chiude il libro
che stava finendo di studiare (gli saranno mancate sì e no una ventina di
pagine), si alza e va a fumare una sigaretta. Titolo del libro: “La Qualità
nelle Aziende Sanitarie”.
Fulmine di guerra.
- Cyranò: non è
un vero e proprio schizzato, ha la mia età e lo conosco da quando era
rappresentante d’istituto del mio liceo, ma merita una menzione speciale in
quanto detentore del primato mondiale di dita nel naso. Testimoni attendibili
affermano che quando è in forma riesce ad infilare il dito nella cavità nasale
fino alla seconda falange.
Gli spaccherei la faccia quando risponde al cellulare in
sala lettura affermando: “no, non ti preoccupare, non mi disturbi affatto”
Viaggi di nozze.
[continua…]
25/01/2005
"HOMO SINE PECUNIA EST IMAGO MORTIS"
Anselmo, Il Volo del Mattino, Radio Deejay
24/01/2005
icrociarlo per strada. avere la forte tentazione di andargli vicino per provocarlo. prima che possa reagire mollargli una pizza a mano aperta in faccia. girarsi ed andare via. sapere che comportandosi così ci si mette al suo livello. e non fare niente. ma il mio ego brama vendetta. è da sabato che ci penso, sono passati due anni ma prima o poi mi capita di nuovo sotto le mani. e non ci sarà il suo amichetto a difenderlo. allora sarà il mio turno.
È risaputo che in tempi come i nostri anche il luogo più
innocuo può trasformarsi in un pericolo per la vita umana. Un giovane studente
corre dei rischi tremendi e ogni giorno si trova a combattere contro le forze
del Male. Lo sventurato discente si contrappone a svariate formazioni di
nemici, la prima che Vi presento è la
squadra dei bibliotecari:
- Direttore della
biblioteca: altezza 1,70 m scarsi, pelato, vestito blu, pantaloni
costantemente troppo corti che finiscono a due centimetri dalle scarpe, camicia
a righe, convinto di essere il più figo del mondo, occhialini neri firmati. Segni particolari: è uso utilizzare i bagno della biblioteca
senza chiudere la porta, è stato avvistato con pantaloni e mutande alle
caviglie nell’atto della minzione. L’altro giorno entrando in bagno mi sono
trovato il suo culetto peloso di fronte , bell’immagine.
- Bibliotecaria
cattiva: anni 40 circa, minigonna, tacco a spillo, unghie lunghe
curatissime smaltate color rosso scuro. Da competizione. Segni particolari: assidua frequentatrice di locali notturni
dove viene avvistata con uomo venti centimetri più basso di lei dotato di
camicie con colori e stampe azzardate. Apprezza l’uso degli occhiali neri da
sole dopo la mezzanotte.
- Bibliotecario ectoplasmico:
altezza 1,80 m, peso 35 kg, pelato, carnagione candida, barbetta rossiccia
incolta, modi melliflui, finto simpatico. Segni particolari: avvistato svariate volte nei night del
circondario udinese, rigorosamente in solitaria a infilare millini negli slip
delle ballerine.
- Bibliotecario
rissoso: sembra una persona a posto alla prima occhiata, soprattutto in
confronto ai suoi colleghi, ma se osservato attentamente ha un che di
angosciante nello sguardo. Segni particolari: sei mesi fa stava creando un rissino con
un pazzoide in sala lettura, l’ho sentito distintamente dire: “Oh, ma cerchi
rogne?” mentre partiva con lo spintone.
- Bibliotecaria bella
figa: altezza 1,50 m circa, peso 85 kg circa, capelli media lunghezza di
colore rosso carota, occhiali con montatura anni ’80, passo talmente leggiadro
che quando si muove vibrano le finestre (e non è uno scherzo) Segni particolari: essendo dotata di corpo veramente
slanciato è solita deliziare l’utenza con splendidi pantaloni aderenti per
sottolineare i buchi cellulite. Si gioca il titolo di sex symbol con la donna
cannone.
- a disposizione
(panchinari): obiettore ammiccante, curatrice sezione friulana, la donna
cannone, fisico segaligno ed infine la mummia di Tutankamon.
Questi sono solo alcuni dei tremendi nemici. Ce ne sono
altri… prossimamente sui vostri schermi: la
squadra dei fulminati.
23/01/2005
Si parte dall'aperitivo e poi si prosegue ininterrottamente...
- franciacorta (bottiglia, in quattro)
- franciacorta (bicchiere)
- torta salata di spinaci (assaggi)
- frittata (assaggi)
- prosecco (x2)
- brut Ferrari (x3)
- brut Conti d'Attimis-Maniago (x2)
- tagliatelle ai funghi
- montepulciano d'Abruzzo
- spezzatino e patate (x2)
- tiramisù (di Lorenzo)
- tiramisù (di Vittoria)
- frittelle (svariate, con e senza crema)
- crostoli (frappe per chi abita sotto il Po)
- vodka-orange (x2)
- una forchettata di carbonara (ore 03:00 - giusto per assaggiare)
sarà una digestione lenta e faticosa.
22/01/2005
sono stanco.
stasera volevo andare in discoteca ed invece mi sono trovato come al solito nel solito bar con la solita gente. niente di male, ma volevo fare casino. tutti a nanna. i vodka-tonic si sono susseguiti con soluzione di continuità, giusto un paio, giusto per digerire. la musica è scemata, poi addirittura è scomparsa. quattro chiacchere in compagnia, niente di più. adesso mi imbusto. le calde coperte mi chiamano. voglio sognare stanotte.
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